La chiesa di S.Antonio
Abate fu l' unica situata a Montone ad essere gestita dai frati,
presumibilmente dai padri Celestini prima, e successivamente dopo da
quelli della Madonna dello Splendore in Giulianova, perchè nel
1656 (dopo la bolla d' Innocenzo x) il Duca Giosia riunì a Giulianova
il monastero di Campli e la cappella conventuale di Montone, tanto che
fu trascurata al punto che il tempo riuscì a logorarla, nonostante
la sua grande importanza per la presenza del famoso Sarcofago di Bucciarello.
Vedendo la gravità dei fatti , Biagio De Bartolomeis, il proprietario
dell' edificio, nonchè convento, chiese al priore dei padri Celestini,
di poterla restaurare e gestire secondo i riti religiosi.
In seguito il pronipote di Biagio De Bartolomeis, decise di vendersi
la chiesa conventuale e l'importantissimo Sarcofago con il sepolcro.
Vi sono testimonianze del gran scontento del piccolo borgo, mentre non
vi sono notizie se qualcuno cercò di fermare questa vendita,
nonostante essa era l' unica chiesa ben funzionante , nei confronti
delle altre , che vengono descritte con l' aggettivo decadenti.
Gli acquirenti della vendita non furono numerosi, anzi furono difficili
da trovarli, a causa di una merce di valore importante.
La chiesetta di S.Antonio Abate , nel periodo della seconda guerra mondiale(1945)
viene descritta con un altare centrale appena entrati, con uno stile
barocco in mattoni, avente sempre centralmente la statua dell' Immacolata
, S.Antonio e S.Camillo ai lati. Ed in più la presenza di due
quadri raffiguranti la Natività e la Sacra Famiglia in attesa
del restauro.
Il restauro più recente effettuato alla chiesa è del 1988,
grazie all' amministrazione comunale di Mosciano S.A.